Recensione Lost Words: Beyond the Page esclusiva Stadia

Recensione Lost Words: Beyond the Page esclusiva Stadia

Non è tutto oro quel che luccica

Un’avventura intensa e commovente nata dalla penna di Rhianna Pretchett  e resa visivamente  stupenda da Sketchbook Games. Un susseguirsi di emozioni che ci colpiscono nel profondo, capaci di strappare qualche lacrima perfino ai più incalliti giocatori di Doom Eternal.

Le premesse ci sarebbero tutte per fare di Lost Words: Beyond the Page un’ottimo titolo eppure qualcosa non convince fino in fondo, vediamo perché.

Il gioco

La storia si sviluppa su due binari paralleli: da una parte entreremo in punta di piedi nella vita di Izzy, una bambina con la passione per la scrittura, che attraverso le pagine del suo diario segreto ci renderà partecipi delle sue emozioni, delle sue paure e dei suoi sogni.

Dall’altra affronteremo un’avventura fantasy, che lei stessa sta scrivendo per la nonna malata, vestendo i panni della protagonista Robin, incaricata di recuperare le sacre lucciole del suo villaggio rubate da un potente drago.

Il gameplay di Lost Words: Beyond the Page

La parte dedicata ad Izzy è grosso modo un puzzlegame piuttosto semplice. Fondamentalmente ci limiteremo a posizionare parole tra le righe del suo diario per completare alcune frasi. Le parole sono infatti il fulcro intorno a cui si snoda tutto il gameplay. Questo approccio minimal però ci consente di poter vivere appieno l’esperienza narrativa di questa parte del gioco, senza distrazioni o eccessive difficoltà.

Con Robin invece ci troveremo in un vero e proprio platform 2D, ed è proprio questo l’aspetto meno convincente della produzione. I dialoghi, sebbene curati e credibili, rallentano tantissimo un gameplay già indebolito da inspiegabili tempi morti. Bella l’idea di apprendere ed utilizzare le parole come fossero incantesimi ma le quest appaiono comunque troppo banali e ripetitive.

Alla fine, durante le cinque o sei ore che occorrono per terminare la trama, purtroppo ci si sente molto più spettatori che protagonisti

Comparto tecnico

Visivamente il gioco è davvero stupendo. I bozzetti, le tinte acquerello e gli sfondi coloratissimi ci avvolgono in un’atmosfera onirica e naif mentre un sottofondo musicale delicato e suggestivo ci accompagna nel corso dell’avventura.

La grafica è perfetta nella sua semplicità e tutto sembra realizzato davvero a regola d’arte senza tralasciare neanche il minimo dettaglio.

Come gira su Stadia

Il titolo, in esclusiva temporale per Stadia, sembra ottimizzato benissimo e certamente ben si presta a questo tipo di piattaforma. 

Pro

  • Un’esperienza visiva fuori dal comune
  • Una narrazione coinvolgente che riesce a farci emozionare
  • Una bellissima colonna sonora

Contro

  • Un gameplay estremamente semplice e ripetitivo
  • Troppi tempi morti nella parte platform

Voto

7,5 / 10

Conclusioni finali

Lost Words: Beyond the Page è capace davvero di regalare un’esperienza visiva ed emotiva di altissimo livello. Purtroppo però l’assenza di un gameplay avvincente si fa sentire impedendo al titolo di Sketcher Games di soddisfare appieno le aspettative.

Zinzenberg#7988

Zinzenberg#7988

Videogiocatore da sempre, appassionato di tecnologia e in particolare di tutto l'ecosistema Google. Stadia è l'unione perfetta di tutte le mie passioni.

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