Telegram
Gruppo FB

Recensione “Dragons: L’alba dei Nuovi Cavalieri”

Recensione “Dragons: L’alba dei Nuovi Cavalieri”

Insieme agli altri titoloni destinati ai più piccoli, ha fatto la sua apparizione sulla nostra amata piattaforma anche “Dragons: L’alba dei Nuovi Cavalieri”.
Il gioco sviluppato da Climax Studios nel 2019, in concomitanza con il film di DreamWorks Animation “Dragon Trainer: Il Mondo Nascosto”, ci farà vivere un’avventura ambientata ovviamente nel celebre universo caratterizzato da vichinghi e draghi.

Il titolo, a differenza dell’opera cinematografica, ha una sua storia originale, in cui i giocatori si uniranno ad un nuovo eroico duo per affrontare un’epica battaglia e salvare i draghi sconfiggendo la cattiva di turno, Eir, che controlla tali draghi per suoi oscuri e malvagi piani.

Tutto inizia sull’isola di Havenholme che viene trovata in rovina, ma ci sono dei misteriosi sopravvissuti: Scribbler e Patch. Il primo sarà il nostro protagonista, uno studioso che non riesce a ricordare il proprio passato. Patch invece è un misterioso drago con nuovi e inaspettati poteri, che il giocatore scoprirà man mano lungo la strada.

Scribbler e Patch dovranno esplorare insieme nuove isole, combattere nemici feroci, interagire con i celebri personaggi della saga, e recuperare i ricordi di Scribbler che riveleranno la vera origine di Patch.

Gameplay

Il gameplay di “Dragons: l’alba dei nuovi cavalieri” è in terza persona con visuale aerea e ci si muoverà per la mappa, in compagnia di Patch. Quest’ultima sarà divisa in settori separati da veri e propri portali. Se qualcuno se lo stesse chiedendo i caricamenti tra un settore e il successivo sono quasi del tutto impercettibili.

Durante tutto l’arco narrativo ci ritroveremo d’innanzi a sezioni puramente d’azione e altre caratterizzate da puzzle ambientali. Nei primi bisognerà lottare contro i nemici sfruttando i propri colpi di spada, le abilità del nostro compagno di viaggio, oppure chiamando in causa gli attacchi speciali dei vari draghi che libereremo durante il viaggio.

Per il resto bisognerà affidarsi ai poteri speciali del nostro drago che sarà in grado di sfruttare gli elementi per modificare l’ambiente circostante. Ci saranno anche inframezzi dove verremo messi in groppa al nostro Patch e potremo con una visuale in 3d svolazzare tra una destinazione e l’altra, ma saranno solo piccoli spezzoni di contorno a quello che è il gioco.

Comparto tecnico

Come per gli altri titoli portati da Outright, qualità grafica e perfomance sono eccellenti. Linee morbide e ben definite caratterizzano oggetti e personaggi, questi ultimi ritratti con una particolare attenzione. Non c’è nessuna pecca degna di nota da segnalare.

PRO

  • Il gioco è carino e curato, la storia seppur non profonda non è neanche così tanto scontata e il porting su Stadia eccezionale
  • L’opportunità di poter spaziare per la mappa, distruggere quasi ogni elemento sito in essa e a tratti persino volare lo rendono molto poco stancante
  • La possibilità di migliorare e comprare equipaggiamenti o armi per migliorare la propria potenza bellica, seppure in una versione semplificata, da un qualcosa in più al titolo.

CONTRO

  • All’inizio verremo subito immersi all’interno della narrazione ma i dialoghi dal mio punto di vista sono eccessivi e stancano.

Conclusioni

In conclusione, un simpatico gioco d’avventura per gli amanti dei titoli di esplorazione e soprattutto della saga DreamWorks Dragons, pensato principalmente per un pubblico giovane ma che può dare qualche soddisfazione anche ai più grandi, soprattutto nella risoluzione degli obiettivi secondari che sono meno scontati da completare.
Il prezzo rispetto Ice Age è più bilanciato anche se la durata di gioco rimane comunque sotto alle 10 ore.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments