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Journey To The Savage Planet : la recensione

Journey To The Savage Planet : la recensione

Se la scoperta di nuovi mondi da esplorare e la conquista dello spazio erano i tuoi desideri sin da bambino, questo gioco sarà sicuramente un piacevole passatempo. Non troppo lungo e neanche troppo pesante, ma decisamente colorato e divertente.

Journey To The Savage Planet è uno scanzonato gioco di avventura, ambientato in un misterioso pianeta, abitato da singolari forme aliene tutte da scoprire, alcune delle quali si riveleranno poco ospitali. Il titolo in questione è stato il progetto di debutto dei Typhoon Studios, società canadese fondata nel 2017 (recentemente acquistata da Google Stadia) e diretto da Alex Hutchinson, regista di Assassin’s Creed III e Far Cry 4.

Journey To The Savage Planet: trama

La società Kindred Aerospace, quarta migliore compagnia di esplorazione interstellare al mondo (capirete presto che probabilmente è la quarta, di quattro), affida al giocatore un’importante missione: scoprire i segreti del pianeta ARY-26 e capire se potrà essere adatto per la futura colonizzazione umana.

Il protagonista viene abbandonato in questo misterioso mondo, sperduto in chissà quale angolo della galassia, a corto di carburante e inizialmente privo di qualsiasi equipaggiamento per la sopravvivenza.

L’attività principale sarà quella di catalogare un gran numero di esseri viventi e piante, facendo poi rapporto alla Kindred Aerospace, stando sempre molto attenti a un buon numero di insidie che il pianeta inesplorato nasconde.

Impiegate poche ore di gioco, è già chiaro come l’obiettivo del giocatore si sposti repentinamente dal focus iniziale: la vera sfida diventa la ricerca del carburante, ovviamente inesistente in ARY-26, ma reperibile tramite una lega alinea equivalente.

Una chicca non da poco è sicuramente la favolosa stampante 3D (lo è davvero) data in dotazione dalla Società, con la quale sarà possibile costruire tutto il necessario per progredire con l’esplorazione. Nulla di trascendentale insomma: si raccolgono i materiali e quando si ha tutto si deve solo premere stampa.

Le quattro macro-aree di ARY-26 sono ricche di missioni primarie e secondarie (apparentemente) da portare a termine. Ah, se vi ritroverete a sparare a qualsiasi “cosa” in movimento, tranquilli.. ci siamo passati tutti.
Esplorando di qua e di la, andrete progressivamente ad aggiungere parti fondamentali al vostro equipaggiamento (pistola laser, scarponi, etc.).

Una caratteristica che probabilmente metterà un po’ di “pepe” (senza troppe pretese) alla routine perlustrativa, sarà la possibilità di esplorare i livelli in verticale, risolvendo tutta una serie di semplici puzzle ambientali, atti appunto a spezzare l’azione di gioco.

Caratteristiche chiave

  • SINGLEPLAYER O MULTYPLAYER: si puo’ giocare tranquillamente in solitaria, chiaramente in due è più divertente;
  • DURATA: leggero e abbastanza divorabile, non più di una ventina di ore;
  • DIALOGHI: struttura dei dialoghi divertente, al limite della satira. Sicuramente di compagnia.

Gameplay

Si tratta principalmente di un gioco FPS sparatutto, nel quale però non mancano le note di immaginazione dettate per esempio dalla possibilità di lanciare del cibo come esca per gli alieni, oppure dal fatto di poter esplorare liberamente la mappa di gioco, sfruttando le bizzarre dotazioni del proprio personaggio.

I comandi sono semplici essendo i classici utilizzati per questo genere, con un’unica eccezione: trattandosi di un gioco di fantasia ci sono anche strumenti come il Jetpack, il quale aggiunge alla nostra modalità di gioco quel tocco di originalità e dinamicità. La cosa più interessante è il sistema di crafting (tramite la sopracitata stampante 3D) che ben presto sposterà il vostro obiettivo dalle missioni della storia principale, alla raccolta di materiale, al fine di poter migliorare le abilità e l’equipaggiamento del personaggio.

Come gira su Stadia

Su Stadia il gioco gira molto fluidamente, non risente particolarmente della compressione dell’immagine. E’ chiaramente richiesta una buona connessione al fine di poter giocare in FULL HD e godersi a pieno l’esperienza colorata di questo gioco.

Grafica

A livello di grafica il gioco si presenta esattamente come ce lo si immagina, ovvero, ricco di colori e con ambientazioni particolarmente luminose.

Anche le ombre degli ambienti bui come le caverne, soddisfano a pieno le aspettative considerando comunque il fatto che si tratta di un gioco improntato su ambienti di fantasia.

Pro

  • E’ un divertente passatempo;
  • Viene lasciato spazio all’ esplorazione;
  • Gameplay vario.

Contro

  • La storia principale dura troppo poco;
  • “Arsenale” limitato

Conclusioni

E’ un gioco d’avventura un po’ fuori dagli schemi e indiscutibilmente COLORATO; perfetto per gli appassionati dei giochi di esplorazione. Ecco, se anche tu sei un appassionato del genere, buona fortuna e buon viaggio in ARY-26.

Voto: 7,5 / 10

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